Surrealismo fiscale: cani e gatti nel redditometro.

Il sospetto che ci fosse qualcosa di estremamente malato, nella manovra fiscale, l’avevamo già avuto, ma inserire cani, gatti e furetti nel redditometro, è da malati di mente.
Secondo il nostro Governo, possedere cani, gatti o animali domestici in genere, sarebbe sintomo di ricchezza, principalmente per le spese veterinarie da sostenere.
Dura la reazione dell’Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi):
«Siamo al surrealismo fiscale – dichiara Marco Melosi, presidente dell’Associazione -. è l’ennesima allucinazione del Fisco nazionale, un quadro visionario, degno della ribellione descritta nella Fattoria di George Orwell». Lo dichiara Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi), dopo la presentazione all’Agenzia delle Entrate del nuovo redditometro sperimentale che include fra le sette categorie del redditometro anche le spese veterinarie.
Le conseguenze di questa “astuta” manovra fiscale, potrebbero causare da un lato, un repentino aumento degli abbandoni – la gente a stento arriva a fine mese, figuriamoci se oltre al veterinario, al cibo e ai medicinali, deve pagarci le tasse! –  dall’altro l’ennesimo, sodomizzante schiaffo morale – ed economico – ad una popolazione esausta ed incazzata.

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