Proprio oggi stavo leggendo su un noto quotidiano locale, un bellissimo (si fa per dire) articolo sul “Social Market”. No, non sono io ad essermi scordato l’ing… è quel genio di giornalista che è riuscito a fare confusione già dal titolo.
L’articolo in questione verteva su alcuni casi di successo di campagne di Social Marketing del mercato americano,  supportate da una serie di dati inverosimili e metodi obsoleti.

La mia domanda è… la disinformazione è un atto volontario, oppure è un timido tentativo evoluzione?