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quando i bambini diventano vittime della manipolazione mediatica

Sino ad oggi sono stato ad ad osservare silenzioso lo svolgersi degli eventi non volendo gettare altra benzina sul fuoco; era del tutto ingiusto investire una vittima innocente con parole, accuse ed articoli che non potessero essere supportati dai fatti.
Ora, è tempo di parlare. Gli atti giudiziari, sono ormai una prova tangibile ed inconfutabile di una vicenda che si protrae da ormai 2 anni.

L. C., è un’americana di 42 anni che durante un viaggio in Italia si è innamorata di un italiano, Maurizio Rigamonti, che ha sposato a Las Vegas e con cui ha fatto un figlio, Leo, che ora ha sei anni.
L. C., in preda a non si sa quale raptus, decide di tornare negli USA portando con se il figlio e lasciando Maurizio in Italia, impedendogli persino di avere contatti con Leo. Da quel giorno inizia una battaglia legale, dove l’unico a subirne le conseguenza, soprattutto negli anni a venire, sarà il bambino.

( Prima di procedere, se qualcuno non avesse seguito la storia tra Rigamonti e Calder, consiglio vivamente di dare uno sguardo al post “diritto di essere padre” )

L’accaduto di per se è grottesco e fuori da ogni logica; più ci penso e meno giustificazioni riesco a dare alla madre. Ancora meno giustificazioni riesco ad attribuire ai giornalisti e ai media che hanno stuprato la storia ricavandone un’immagine distorta ed irreale, trasformando in diverse occasioni Maurizio in una sorta di mostro. I media hanno deturpato la realtà dei fatti e pilotato l’informazione con ogni mezzo. Persino la CNN, che tanto aveva da dire sulle testate italiane, si macchiata di una censura subdola e vigliacca (Nell’articolo pubblicato online sul confronto tra L.C. e Rigamonti, sono stati cancellati oltre 70 commenti). Complimenti!
Pensate che i giornali italiani siano migliori? Vi sbagliate di grosso.
Ormai il giornalista medio è un romanziere di quart’ordine in cerca di una traccia interessante per scrivere un pezzo. Non ha bisogno dei fatti, un buon articolo si può tranquillamente inventare.
La Corte di Los Angeles ed il tribunale dell’Aja hanno già espresso la loro sentenza a favore di Maurizio con proclami chiari ed articolati. Materiale su cui costruire un pezzo realistico, penso ce ne sia a sufficienza; forse Maurizio non ha genitori che possano vantare amicizie con attori di Hollywood del calibro di Angelina Jolie e  George Clooney, come la Calder, ma non per questo merita di subire un tale trattamento.
Sono sempre più schifato e preoccupato per la continua manipolazione mediatica dovuta a… e qui mi fermo.
E’ meglio.
Non voglio addentrarmi nei meccanismi perversi che pilotano l’informazione.

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