punti di svista

Da qualche giorno sto collaborando alla realizzazione di un progetto internet, sulla carta decisamente entusiasmante. Pensavo di essermi lasciato alle spalle quella serie di concezioni retrograde legate al sito soprammobile, quando ecco comparire questa esigenza.

Sarà la deformazione professionale, sarà il mio essere pignolo, ma non capisco l’utilità di realizzare un sito, tanto per sottolinearne la presenza.

Perchè dobbiamo azzoppare un cavallo prima ancora che inizi a correre?

Nonostante il grande “rumore” fatto in meritò all’utilità di certi strumenti, alcune persone restano fortemente legate ai concetti tipici degli anni 90′ , con quei siti dal sapore un po’ retrò… quasi da accapponamento di pelle…

A questo punto scattano le domande:
Ha ancora un senso realizzare certi siti? E’ settoriale? Sono io maniacale? Qual è il punto di rottura tra comunicazione e tecnicismo?

Luca Conti

Imprenditore, digital media strategist, creativo, sportivo, sognatore. Lavora da diversi anni in RedHot Crew, dove gestisce la Killbit, un’agenzia che si occupa di comunicazione digitale, comprensione del social e della rete. Autore del libro "Traguardi. Cambia vita con sport e social"

There are 4 Comments

  • Claudia says:

    Come farebbero gli asini ad arrivare primi

  • Mi sembra palese certi dinosauri non sanno fare altro che grufolare in rete!

  • Ozz Pietro says:

    Non capisco per quale motivo continuiamo a guardarci le punte dei piedi camminando all'indietro! Penso che questa sia una mentalità da italiota provinciale che non ha ben capito le dinamiche di internet.
    Evoluzione. La parola chiave deve essere evoluzione!

  • Luca Conti says:

    Questa me la segno! E' magnifica 🙂

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