L’ex assessore comunale del PDL, Giampaolo Lavagetto, ha rassegnato ieri le dimissioni da consigliere provinciale e dal partito, cercando di indossare, per l’ennesima volta, i panni del martire incompreso.
In una articolo, comparso oggi sulla Gazzetta di Parma, troviamo i motivi delle sue lacrime:
…Il suo problema, però, non sono i vertici locali del PDL nè la fatturazione sbagliata di Telecom ma le visite ripetute a siti pornografici che sono state riscontrate dai periti del tribunale sul cellulare del Comune di Parma che aveva in uso come assessore ai Servizi educativi. Per questo è stato condannato in primo grado per il reato di peculato e per questo sarebbe comunque stato sospeso dal presidente del consiglio provinciale come atto dovuto per legge”.
“Se ritiene di non essere colpevole – concludono – lo dimostri in appello, essendo la vicenda esclusivamente ascrivibile alla sua responsabilità personale, che, comunque, rimane presunta, fino a che la sentenza non sia passata in giudicato come stabilisce la Costituzione”.
Se Lavagetto ha altre mire politiche e lascia il PDL in questo momento particolare sarebbe più onesto intellettualmente dirlo senza accampare in inutili, provocatorie e infantili scuse.
in risposta
Caro Lavagetto, per le sue presunte responsabilità, pianga come solo lei sa fare.
Parliamoci chiaro, Lavagetto fa la vittima motivando le sue dimissioni da Consigliere provinciale a causa di un presunto complotto nei suoi confronti da parte dei vertici locali del PDL.
La verità è che lo ha dovuto fare per legge.
Testo Unico Enti Locali D.lgs 267/2000
Art. 59. Sospensione e decadenza di diritto
1. Sono sospesi di diritto dalle cariche indicate al comma 1 dell’articolo 58:
a) coloro che hanno riportato una condanna non definitiva per uno dei delitti indicati all’articolo 58, comma 1, lettera a), o per uno dei delitti previsti dagli articoli 314, primo comma (peculato, reato per cui è stato condannato Lavagetto in primo grado) 316, 316-bis, 317, 318, 319, 319-ter e 320 del codice penale;




Chi è causa del suo mal, pianga se stesso!
poi ci si stupisce che nn liberano il WiFi.. manco i cell comunali sanno usare..
@ sTen:
Pensare che era uno dei più accaniti nella campagna di “liberalizzazione” del WiFi…
E’ sempre stato un uomo di “polso”…