Certa gente non imparerà mai. Forse è insito nel loro DNA, forse è uno stato mentale che non possono cambiare perché si è talmente radicato nelle loro convinzioni da indurli a gesti inconsapevoli. Stiamo parlando, ancora una volta, della catastrofica campagna elettorale di Bernazzoli, giunta ormai alla soglia del farsesco, per il numero infinito di gaffe e fail all’interno dei social network; ultima in ordine cronologico è la censura sulla bacheca di Facebook del candidato e sulla bacheca degli inviti alla festa di chiusura della campagna elettorale, di opinioni opposte alle sue idee.
Ricordo, per chi non avesse seguito la vicenda, che Bernazzoli ha utilizzato un claim “immagina Parma”, chiedendo ai cittadini di partecipare e confrontarsi assieme a lui per creare una Parma migliore.
Tutto ciò, ieri sera non si è verificato (diciamo che non si è mai verificato), anzi, si è vista la peggiore delle azioni da compiere all’interno dei social network: la censura!
La natura stessa dei social network, ci porta al confronto, limitare questo, equivale ad imporre un’idea senza possibilità di dialogo. Non si fa, non si deve fare. E’ un modo di comunicare, fortemente legato alla radice politica italiana: insabbiare, imporre, non gestire, far finta di niente. Continuo ad avere questa fortissima sensazione, ed i fatti ne sono una prova, che Bernazzoli non è una persona limpida. Il suo modo di fare politica è molto connesso a ciò che la gente non vorrebbe e NON DOVREBBE più vedere.

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