Vincenzo Bernazzoli, candidato alle primarie 2012 del PD di Parma, ha deciso di affrontare la sfida coadiuvato dai social network e da uno staff web (così lo definisce lui). Sappiamo tutti, che gli strumenti di comunicazione 2.0, sono un ottimo amplificatore per una campagna elettorale, se (e sottolineo se) utilizzati nel modo corretto. Purtroppo, Vincenzo ed il suo staff, hanno commesso una serie di errori, che a guardarli bene, forse errori non sono, ma è il candidato stesso, ad essere pragmatico e contraddittorio.
La campagna di Bernazzoli è stata incentrata sulla partecipazione pubblica, ossia “dialogo con i cittadini”. Parliamo, discutiamo assieme dei problemi della nostra città e troviamo delle soluzioni. Sino a qui, non sembra esserci nulla di sbagliato, un’interpretazione semplice e lineare dello spirito dei social network: condivisione, partecipazione, dialogo. I problemi reali, sorgono nel momento in cui si interpella il candidato ponendo quesiti e attendendosi risposte.
Su una trentina di tentativi di contatto con i mezzi 2.0, solo uno è andato a buon fine, producendo una risposta che collide con la radice della campagna elettorale:
rappresentanza è saper ascoltare i cittadini.
A parte il senso della frase, dialogo e ascolto sono due cose completamente differenti. Non riesco a capire se la sua intenzione è dialogare, ascoltare o fare semplice propaganda elettorale per raggiungere il suo fine. Conoscendo bene i suoi trascorsi e le sue precedenti campagne elettorali che non hanno trovato conferme nelle azioni dei suoi mandati, ho serie difficoltà a vederlo come Sindaco di Parma.
Potete contribuire su twitter con gli hashTag #Bernazzoli #ParmaNonTiVuole
