Parma e le banche

Con estrema libidine riporto una lettera al direttore di un mio carissimo amico/cliente, pubblicata oggi sulla Gazzetta di Parma.

Gentili Sig.ri:

sono un imprenditore di Parma che quotidianamente devo lottare con la crisi, con  i fornitori, con i clienti e specialmente con le banche. Si continua a parlare di aiuto al sistema bancario per dare slancio e ripresa all’economia. Due giorni fa attraversando Viale Mentana mi è caduto l’occhio sul numero di sportelli bancari presenti in circa 800 metri lineari: 10 SPORTELLI BANCARI, 10 UNITA’ PRODUTTIVE che hanno un costo fisso di gestione significo. Ora i miei quesiti sono i seguenti:

1)      se è vero che c’è crisi per il sistema bancario l’ubicazione di 10 sportelli bancari in 800 metri potrà mai produrre reddito?

2)      Se sì, non era forse meglio per gli Istituti Bancari in questione investire sull’erogazione del credito a imprese con la possibilità di avere una remunerazione del denaro (in questo periodo molto elevata) anziché investire in costi fissi (dipendenti, struttura, utenze e altro)?

3)      Se no per quale motivo vengono fatti questi investimenti?

A mio parere le banche continuano a cavalcare l’onda della crisi economica per aumentare in modo drastico i propri interessi (e bilanci) a discapito di aziende e famiglie.

Sono a chiedere, se possibile una risposta da parte di qualche soggetto che effettua queste azioni di marketing, per vedere se costi/benefici hanno un punto di equilibrio.

Magari questi “guru” possono dare consigli anche per la mia attività!!!!!

Saluti
Lettera firmata

Luca Conti

Imprenditore, digital media strategist, creativo, sportivo, sognatore. Lavora da diversi anni in RedHot Crew, dove gestisce la Killbit, un’agenzia che si occupa di comunicazione digitale, comprensione del social e della rete. Autore del libro "Traguardi. Cambia vita con sport e social"

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