Old media e la coerenza perduta

Vagavo nell’etere sorseggiando un ottimo caffè… ad un certo punto, imbatto in un articolo che per una attimo mi costringe a riprendere lucidità. Sul Corriere della Sera, si parla di una piccola guida per negare l’amicizia su Facebook (senza offendere nessuno). Li per li, ho pensato che qualcuno avesse scritto senza terminare il caffè del mattino; ben presto mi sono reso conto che l’argomento è trattato con estrema perizia.

Decido di terminare il caffè e vagare ancora un po’.
Penso. Rimugino su quello che ho appena letto, ponendomi una serie di domande. Avrei bisogno di Marzullo in momenti come questo.

Non era un caso isolato l’articolo di prima. Repubblica parla di Twitter, la Gazzetta dello Sport menziona Facebook e Twitter, mentre  il sole 24 ore ci illumina su Buzz!

Devo smettere con tutti questi caffè, mi agitano; forse mi svegliano troppo.

Sbaglio o gli old media, sino a poco tempo fa parlavano dei new media come strumenti destinati allo svago ed al tempo libero? Ricordo articoli dove si sparlava del 2.0 come un fenomeno passeggero e  comunque non destinato a diventare uno strumento di marketing. Capisco che si può sempre cambiare opinione, ma la rapidità con cui questo è avvenuto un po’ mi destabilizza!

W la coerenza!

Tanto per cambiare, vado a farmi un buon caffè…  a dopo…

Luca Conti

Imprenditore, digital media strategist, creativo, sportivo, sognatore. Lavora da diversi anni in RedHot Crew, dove gestisce la Killbit, un’agenzia che si occupa di comunicazione digitale, comprensione del social e della rete. Autore del libro "Traguardi. Cambia vita con sport e social"

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