non menzionare il loro nome in vano

non menzionare il loro nome in vano

A pochi giorni dalla pubblicazione del video parodia sul mondo dei bike messenger italiani, stiamo ancora raccogliendo insulti di ogni tipo da parte di un ristretto gruppo di ultras del settore.

Passiamo dalle critiche più soft alle ingiurie, per poi scadere in modo decisamente patetico alle minacce.
Che il mondo legato ai bike messenger fosse classista e poco affine all’ironia, già ce ne eravamo accorti in diverse circostanze, ma scadere in eccessi di questo tipo, lascia, a mio avviso,  pochi spiragli sul futuro di questo mestiere in Italia.

L’articolo 21 della Costituzione Italiana afferma che
« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione »
È dunque assicurato il diritto di satira e la libertà di creare parodie e di esprimersi.

Nella storia del cinema, televisione e radio, troviamo centinaia di parodie su personaggi famosi: Chris Brown, Coco Chanel, Ellen DeGeneres, George Clooney, Jonas Brothers, Lady Gaga, Mike Bongiorno, Franco Califano, Pippo Baudo, ecc…
Mi sembra che nessuno si sia mai lamentato, oppure abbia organizzato un “comitato” di caccia alle streghe, anzi, molti di loro hanno aumentato la popolarità grazie all’imitazione.

Già, nessuno di loro era bike messenger, italiano, per giunta indignato di esserlo.

Per meglio comprendere l’entità dei dialoghi che si sono svolti all’interno di un forum di nicchia dedicato agli estimatori del settore, vi propongo una carrellata delle migliori uscite di questi esseri primitivi.

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