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Mamma da grande vorrei fare lo startupper

Mamma ho un sacco di idee e per questo vorrei fare lo startupper, vorrei fare un un’App per la ricerca delle App che si installi da un App e diventi la più scaricata di tutte perché è la più inutile di tutte!…

Ma lavorare* come tutti gli altri è così difficile?

* lavorare: mi rendo conto è una parola utilizzata a sproposito.

A parte i discorsi con mia madre che a malapena recepisce il concetto di computer, devo ammettere che sono un po’ destabilizzato da questo continuo parlare di startup. È decisamente anomala questa massiccia campagna di comunicazione rivolta a generare idee e imprenditori a tutti i costi.

Non hai un lavoro? Inventatelo! 

È un continuo martellamento su più fronti che sta inducendo persone più o meno preparate a creare business senza senso perché è “di moda” farlo. Una strumentalizzazione insensata e pericolosa che, se da un lato genera occupazione, dall’altro genera false speranze e debiti ai più che hanno ceduto alla tentazione di improvvisarsi in ambiti sconosciuti.

Fondare una startup partendo da un’idea? Secondo Vijay Anand è una follia.

Messaggi selvaggi e disordinati che lasciano la porta spalancata a una serie di interrogativi. Perché? Per quale motivo deve esserci questo martellamento? A chi giova tutto ciò?

“How to launch a food start-up”

Ieri erano imprenditori, oggi sono startupper. Ho paura che la principale differenza sia nella speculazione.

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