imprenditori, zoccole e food valley

Ho pensato parecchio se pubblicare o meno questo articolo ma alla fine, tenerlo nascosto, sarebbe stato assurdo. Parma è una piccola città con una spiccata mentalità provinciale che vive di gossip e rivelazioni scottanti.
Gli aneddoti che svelerò sono, aimé, reali e frutto di sofferenze per la persona che ha avuto il coraggio di raccontarmeli.
Non è nulla di nuovo e penso che non ci sia da scandalizzarsi più di tanto. Chissà quanti imprenditori sorrideranno leggendo queste righe e quanti altri si incazzeranno per non aver avuto la possibilità di confrontarsi ad armi pari.
Queste poche righe, sono un utile strumento per comprendere la cruda realtà in cui viviamo e lavoriamo.
Ci troviamo nella food valley, la maggior parte del business ruota attorno al cibo; dalla produzione delle materie prime, al piatto servito. Gli interessi sono tanti e la conclusione di un ordine si gioca sul filo del centesimo con il direttore acquisti, ma al nostro imprenditore furbetto basta una zoccola per aggiudicarsi una commessa. Le signorine vengono scelte seguendo le preferenze ed i gusti del direttore di turno. Non male, visto che sono quasi tutte persone sposate con prole e che sono i primi ad indignarsi di fronte a certi gesti di qualche politico. Veramente non male!
Il nostro imprenditore, è contornato da tanti “amici” e questa allegra compagnia, sembra provenire da un mondo parallelo, dominato solo da questioni sessuali. Era sua consuetudine proporre all’impiegata viaggi, vetture e persino appartamenti in cambio di prestazioni sessuali. Più la povera sventurata, si negava alle avances del lurido, più questi, degenerava in scene ridicole, come calarsi i pantaloni o appoggiare il pene sulla sua scrivania, invitandola a…
Un altro aneddoto che emerge, riguarda il dentista di questo fenomeno da baraccone; un uomo a cui piaceva farsi sentire durante gli atti sessuali. Per ovviare a questa sua perversione aveva escogitato di chiamare ogni volta l’imprenditore, che a sua volta costringeva l’impiegata ad assistere a questa idiozia.
Non mancano all’appello le orge a cui partecipavano numerosi imprenditori locali e le perversioni fetish, fatte di cera bollente e sculacciate.
Ognuno è libero di fare ciò che vuole nella vita privata ma sarebbe interessante confrontarsi ad armi pari nell’ambito lavorativo, sperando di non dover utilizzare le doti di una prostituta come fattore determinante.

Luca Conti

Imprenditore, digital media strategist, creativo, sportivo, sognatore. Lavora da diversi anni in RedHot Crew, dove gestisce la Killbit, un’agenzia che si occupa di comunicazione digitale, comprensione del social e della rete. Autore del libro "Traguardi. Cambia vita con sport e social"

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