I nativi digitali mi spaventano

I nativi digitali mi spaventano

Stiamo continuando a sbagliare. Lo facciamo in continuazione. Non è una novità, l’uomo è programmato per farlo e ripetere costantemente il percorso che lo ha condotto all’errore, nella speranza che fattori esterni interferiscano con il risultato.

Mi sto riferendo al Social, mondo affascinante, pieno di intriganti appigli da fornire agli incauti clienti valide motivazioni per utilizzare lo strumento. La cosa che mi spaventa di più è la facilità con cui la gente si convince che un sistema sia giusto a prescindere dal risultato.
Nell’ultimo periodo, sempre più spesso, stiamo assistendo a strategie determinate dalla necessità di usare uno strumento, anziché pensare al fine. Niente di più sbagliato.
I social sono solo un satellite della comunicazione, uno strumento (sicuramente efficace) uguale a tanti altri se considerati all’interno di un contesto strategico generale.
Pensiamo allo strumento senza considerare il contesto. Questa è una costante. Questo è il male!

Penso sia urgente tirare il freno a mano e riflettere, prima che tutto questa socializzazione forzata porti alla perdita di credibilità del mezzo.
Abbiamo decentralizzato il focus strategico, spostandolo dall’agenzia di comunicazione all’agenzia social. Abbiamo elevato il poter di quest’ultima determinando il moltiplicarsi di strategie fuori contesto, fuori controllo, fuori da ogni logica.

I nativi digitali mi spaventano.  (ecco, l’ho detto)

La mia prossima strategia partirà da un profumatissimo foglio di carta che imbratterò con una matita HB.

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