Grillo continua a non stupirmi

Beppe Grillo, da quando ha deciso di fare il comico travestito da politico, riesce in continuazione a consolidare l’opinione che mi sono fatto di lui.

L’infelice chiusura del comizio che si è tenuto a Bologna il maggio scorso è un palese esempio delle continue contraddizioni di quest’uomo. Sino ad ora abbiamo assistito a girotondi, vaffaday, batti batti le manine e giornate della disobbedienza. Nulla più di mere contestazioni senza nessun dato, senza alcuna formula propositiva.

Procediamo con ordine e diamo uno sguardo al video incriminato…

Grillo conclude il comizio con: “At salut, buson” (Riferito a Vendola), che tradotto dal bolognese sta per “ti saluto, culattone”. Poteva essere considerata una gaffe, se non fosse stato per una sua dichiarazione comparsa qualche giorno dopo sul Corriere della Sera dove il comico, ha rincarato la dose: “Gli ho detto busone ma non me ne pento”

Questo è quanto.
Pur rispettandolo come essere umano (quindi uguale a qualsiasi altro) e come comico (sottolineo comico), non condivido il gesto che mi ha lasciato parecchie perplessità sull’ipotesi di una gaffe.

Grillo, ti dico omofobo e non ho intenzione di pentirmi.

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