Giornalisti: chi informa chi?

Stanno aumentando in modo considerevole i giornalisti che utilizzano twitter per creare articoli in grado di attrarre l’attenzione dei lettori. Twitter grazie alla sua velocità e ad un’impostazione semplice ed immediata è sicuramente uno strumento che permette a chiunque di essere sul pezzo in ogni occasione, figuriamoci per chi sul pezzo deve esserci per forza.
Sto cercando di immaginarmi i giornali di domani. Voglio proprio vedere quanti di questi menzioneranno i Top Trend italiani su twitter che per tutta la giornata hanno sottolineato i dissapori del popolo della rete nei confronti delle dichiarazioni di Mario Monti «Che monotonia avere un posto fisso per tutta la vita», «Si abituino ad accettare nuove sfide»?
Lo scenario, è quello di un radicale cambiamento: i giornalisti si documentano, in modo sommario, tramite i social, i quotidiani parlano di quello che succede al loro interno; insomma, chi informa chi?
E’ giusto che la notizia digitale e la notizia cartacea si ricalchino?
Quali potranno essere le prospettive per un settore già in crisi come quello dell’editoria, se continuerà a focalizzarsi sui social network?

Luca Conti

Imprenditore, digital media strategist, creativo, sportivo, sognatore. Lavora da diversi anni in RedHot Crew, dove gestisce la Killbit, un’agenzia che si occupa di comunicazione digitale, comprensione del social e della rete. Autore del libro "Traguardi. Cambia vita con sport e social"

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