GARETTA SCRATCH 2: cosa ricorderò di questa serata.

300 km andata e ritorno, 4 ore trascorse in macchina, per 30 minuti di non gara. Siamo in autostrata e ben presto ci accorgiamo che il traffico ci avrebbe rallentato. Avvertiamo del ritardo e ci rassicuriamo che evrebbero posticipato la partenza per consentirci di arrivare. “Non vi preoccupate vi aspettiamo”.

Mentre rientro verso casa, senza aver nemmeno toccato il suolo brianzolo, ripercorro le puttane che nella statale giravano in bici da una piazzola all’altra, un pazzo che si è fatto da Milano a Seregno in fissa sulla tangenziale, indicazioni errate sul luogo di ritrovo ed un cafone che ti dice ti aspetto e non lo fa.

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Ecco questi sono i ricordi di questa magnifica gara.

Complimenti.

Luca Conti

Imprenditore, digital media strategist, creativo, sportivo, sognatore. Lavora da diversi anni in RedHot Crew, dove gestisce la Killbit, un’agenzia che si occupa di comunicazione digitale, comprensione del social e della rete. Autore del libro "Traguardi. Cambia vita con sport e social"

There are 3 Comments

  • Simone says:

    svegliatiiiii….punto primo…hai scelto la macchina come mezzo di trasporto…muoviti per tempo…(potevi prendere il treno almeno sui binari non c’è tutto sto traffico e ste prostitute che ti diverti tanto a osservare e a fotografare…)
    punto secondo..ti sei chiesto come mai da modena sono arrivati, da bologna pure e tutti con le stesse identiche indicazioni che hai ricevuto anche tu?
    punto terzo…smettila di criticare…potrai iniziare a farlo solo dopo aver FATTO qualcosa…facile dire senza mai fare…

  • Luca Conti says:

    @Simone: hai perfettamente ragione! Potevo usare il treno, ma Seregno è in culo ai lupi ed i treni dopo le 23 si fermano sino al giorno dopo, quindi ho preferito adottare un mezzo più pratico per questa trasferta. Sai, c’è gente che nella vita non può permettersi di “non fare un cazzo”, quindi si parte quando si riesce.
    Se poi ci aggiungiamo che abbiamo chiamato per “chiedere”, e sottolineo “chiedere”, se eravamo ancora in tempo per la gara, e ci rispondo: “sì, vi aspettiamo”; per me questo ha un senso e un significato che prescinde da qualunque altra bischerata detta o scritta. Per rispetto avrebbero potuto dire “non vi aspettiamo” e io avrei girato la vettura, tornandomene a casa senza fiatare.
    Non ho bisogno di fare per poter criticare. Siete VOI che NON dovete fare se NON volete essere criticati! (Sveglia)

  • Luca Conti says:

    @Simone:
    Dimenticavo per quanto riguarda le prostitute… se non riesci a capire che era ironico vedere una tizia pedalare da una piazzola all’altra… non so cosa farci… (Sveglia)

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