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	<title>Luca Conti &#187; Luca Conti</title>
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	<description>social media marketing strategist</description>
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		<title>La rivolta partita da Parma?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 14:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Conti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa mangiano i giornalisti ultimamente prima di scrivere un articolo? Fagioli, cotiche e salsicce non sono certo un alimento adatto per affrontare un pezzo di cronaca, ma ognuno è libero di ottenebrarsi come meglio crede. Vi assicuro che non è un mio personale accanimento; sono loro che ce la mettono tutta per farsi deridere. Ieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cosa mangiano i giornalisti <del>ultimamente </del>prima di scrivere un articolo? Fagioli, cotiche e salsicce non sono certo un alimento adatto per affrontare un pezzo di cronaca, ma ognuno è libero di ottenebrarsi come meglio crede. Vi assicuro che non è un mio personale accanimento; sono loro che ce la mettono tutta per farsi deridere.<br />
Ieri pomeriggio, in una testata giornalistica di Parma, è comparso il titolo <strong>&#8220;No al canone Rai per i pc: la rivolta su Twitter e Facebook partita da Parma&#8221;. </strong>Ora, va bene che noi parmigiani siamo vanitosi ed egocentrici ma penso sia un po&#8217; esagerato auto-proclamarsi motrice di una rivolta. Nell&#8217;immaginario dei giornalisti, il web, è una fonte inesauribile di notizie. Basta prendere un tweet di li, un mi piace dall&#8217;altra parte per confezionare una &#8220;fiaba moderna&#8221; in puro stile 2.0. Va beh, non è cambiato molto rispetto al passato; forse utilizzavano più fantasia ma la sostanza è rimasta uguale. Sempre favole sono.<br />
Riuscirà <strong>&#8220;il buon giornalista&#8221;</strong> a capire l&#8217;utilità del social network?<br />
<strong>Modalità random: ON </strong></p>
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		<title>Facebook oltre la chat c&#8217;è di più</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 09:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Conti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa mattina ho avuto il piacere di leggere un articolo &#8220;interessante&#8221; sulla Gazzetta di Parma dal titolo &#8220;I tag contro i tweet&#8221;. Si lo so, interessante e Gazzetta, normalmente stridono, ma oggi ho trovato alcuni spunti stimolanti per approfondire una serie di concetti. Il pezzo,  trattava la contrapposizione fra twitter e facebook, tramite pareri di giovani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questa mattina ho avuto il piacere di leggere un articolo <em><strong>&#8220;interessante&#8221;</strong></em> sulla Gazzetta di Parma dal titolo <strong>&#8220;I tag contro i tweet&#8221;</strong>. Si lo so, interessante e Gazzetta, normalmente stridono, ma oggi ho trovato alcuni spunti stimolanti per approfondire una serie di concetti. Il pezzo,  trattava la contrapposizione fra twitter e facebook, tramite pareri di giovani utenti intervistati nelle strade di Parma.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Arrivo dall&#8217;esperienza di <strong>Messenger</strong> e ho trovato in <strong>Facebook</strong> la sua naturale evoluzione&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;ultima moda è fotografare gli amici durante le serate in discoteca e taggarli immediatamente: la mattina dopo, a mente serena, ci si vergogna per ciò che è stato postato&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Mi incuriosisce vedere ciò che scrivono le stelle di Hollywood. Ne seguo parecchi: da Angelina Jolie a Rihanna&#8230;&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo, in teoria sarebbe stato sufficiente a chiudere il giornale e continuare a bere il caffè senza guastarmi la digestione ma ho voluto proseguire, come del resto, avevo fatto la sera prima guardando Sanremo con la paura che mi comparisse Morandi senza mutande ed un facocero tatuato sull&#8217;inguine&#8230;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8230; E chissà che tra i due litiganti, non sia un terzo prodotto a godere: &#8220;Attenzione a <strong>WhatsApp</strong>: si sta espandendo a macchia d&#8217;olio tra noi ragazzi&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quello che emerge, leggendo i punti salienti dell&#8217;articolo è un&#8217;immagine deprimente e forviante rispetto alla realtà dei social network presi in esame. Premesso che <strong>Facebook</strong> dispone di una nutrita cerchia di adepti al &#8220;<strong>bimbominking&#8221;</strong>, non si può generalizzare in questo modo, utilizzando solo esempi negativi. La confusione maggiore nasce dall&#8217;accostamento tra social network e servizio di messaggistica istantanea. Non sono la stessa cosa. E&#8217; come se paragonassi una vettura ad una barca. Entrambe sono in grado di condurti in un luogo, ma con una difficilmente ci vai in autostrada.<br />
I giornalisti della carta stampata, sempre di più, si avvalgono dei social network come spunto per redigere articoli senza avere la minima idea dell&#8217;argomento trattato. E&#8217; una sovrapposizione che genera confusione e divulgazione di teorie errate. Capisco l&#8217;esigenza di riempire una pagina, ma è importante farlo con un minimo di cognizione di causa.</p>
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		<title>altro che pausa pranzo</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 16:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Conti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho appena trovato un ottimo strumento per animare la pausa pranzo in ufficio. A parte i problemi di digestione che potrebbe causare, diciamo, che il suo utilizzo potrebbe garantirci un po&#8217; di sano movimento. Date uno sguardo alla pausa nella sede di theJackal. Si va oltre il semplice caffè questa volta. Viral video by ebuzzing]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena trovato un ottimo strumento per animare la pausa pranzo in ufficio. A parte i problemi di digestione che potrebbe causare, diciamo, che il suo utilizzo potrebbe garantirci un po&#8217; di sano movimento. Date uno sguardo alla pausa nella sede di theJackal. Si va oltre il semplice caffè questa volta.</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://player.ebuzzing.com/player_blog/player.php?parametre=584006"></script><a href="http://www.ebuzzing.it" rel="nofollow" class="wikio-widget-ebmini" >Viral video by ebuzzing</a><script type="text/javascript" src="http://player.ebuzzing.com/player_blog/js/mini_share.php" charset="utf-8"></script></p>
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		<title>Il Web è un posto vivo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Conti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“ Il Web è un posto vivo. Ci sono le informazioni, ma anche le persone. La dimensione sociale, già presente, deve solo emergere”. Con queste parole, Massimo Marchiori, il docente italiano che scrisse l’algoritmo da cui Larry Page derivò Google, ci introduce a Volunia, il motore di ricerca un po&#8217; social network che è già stato battezzato l&#8217;anti-Google. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“ <em>Il Web è un posto vivo</em>. <em>Ci sono le informazioni, ma anche le persone. La dimensione sociale, già presente, deve solo emergere</em>”.<br />
Con queste parole, <strong>Massimo Marchiori</strong>, il docente italiano che scrisse l’algoritmo da cui Larry Page derivò Google, ci introduce a <strong>Volunia, </strong>il motore di ricerca un po&#8217; social network che è già stato battezzato l&#8217;anti-Google. I ragazzi di <a title="Killbit the silence killers" href="http://www.killbit.it/" target="_blank">Killbit</a>, ci danno una visione più ambia del progetto di <strong>Marchiori, </strong>in un articolo intitolato<strong> <a title="Volunia, non è solo l’anti-Google" href="http://www.killbit.it/the-silence-killers/volunia-non-e-solo-lanti-google/" target="_blank">&#8220;Volunia, non è solo l’anti-Google&#8221;</a>.<br />
Buona lettura. </strong></p>
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		<title>Giornalisti: chi informa chi?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 22:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Conti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stanno aumentando in modo considerevole i giornalisti che utilizzano twitter per creare articoli in grado di attrarre l&#8217;attenzione dei lettori. Twitter grazie alla sua velocità e ad un&#8217;impostazione semplice ed immediata è sicuramente uno strumento che permette a chiunque di essere sul pezzo in ogni occasione, figuriamoci per chi sul pezzo deve esserci per forza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stanno aumentando in modo considerevole i giornalisti che utilizzano twitter per creare articoli in grado di attrarre l&#8217;attenzione dei lettori. Twitter grazie alla sua velocità e ad un&#8217;impostazione semplice ed immediata è sicuramente uno strumento che permette a chiunque di essere sul pezzo in ogni occasione, figuriamoci per chi sul pezzo deve esserci per forza.<br />
Sto cercando di immaginarmi i giornali di domani. Voglio proprio vedere quanti di questi menzioneranno i <strong>Top Trend italiani</strong> su twitter che per tutta la giornata hanno sottolineato i dissapori del popolo della rete nei confronti delle dichiarazioni di Mario Monti «Che monotonia avere un posto fisso per tutta la vita», «Si abituino ad accettare nuove sfide»?<br />
Lo scenario, è quello di un radicale cambiamento: i giornalisti si documentano, in modo sommario, tramite i social, i quotidiani parlano di quello che succede al loro interno; insomma, chi informa chi?<br />
E&#8217; giusto che la notizia digitale e la notizia cartacea si ricalchino?<br />
Quali potranno essere le prospettive per un settore già in crisi come quello dell&#8217;editoria, se continuerà a focalizzarsi sui social network?</p>
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		<title>Bernazzoli e la politica della censura</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Conti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Certa gente non imparerà mai. Forse è insito nel loro DNA, forse è uno stato mentale che non possono cambiare perché si è talmente radicato nelle loro convinzioni da indurli a gesti inconsapevoli. Stiamo parlando, ancora una volta, della catastrofica campagna elettorale di Bernazzoli, giunta ormai alla soglia del farsesco, per il numero infinito di gaffe e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Certa gente non imparerà mai. Forse è insito nel loro DNA, forse è uno stato mentale che non possono cambiare perché si è talmente radicato nelle loro convinzioni da indurli a gesti inconsapevoli. Stiamo parlando, ancora una volta, della catastrofica campagna elettorale di <strong>Bernazzoli,</strong> giunta ormai alla soglia del farsesco, per il numero infinito di <strong><a title="Bernazzoli e i misteri del dialogo" href="http://www.lucaconti.name/politica/bernazzoli-e-i-misteri-del-dialogo/" target="_blank">gaffe</a></strong> e <strong><a title="Bernazzoli e il finto flash mob" href="http://www.lucaconti.name/social-marketing/bernazzoli-e-il-finto-flash-mob/" target="_blank">fail</a></strong> all&#8217;interno dei social network; ultima in ordine cronologico è la censura sulla bacheca di <strong>Facebook</strong> del candidato e sulla bacheca degli inviti alla festa di chiusura della campagna elettorale, di opinioni opposte alle sue idee.<br />
Ricordo, per chi non avesse seguito la vicenda, che <strong>Bernazzoli</strong> ha utilizzato un claim <strong>&#8220;immagina Parma&#8221;, </strong>chiedendo ai cittadini di partecipare e confrontarsi assieme a lui per creare una Parma migliore.<br />
Tutto ciò, ieri sera non si è verificato (diciamo che non si è mai verificato), anzi, si è vista la peggiore delle azioni da compiere all&#8217;interno dei social network: <strong>la censura!<br />
</strong>La natura stessa dei social network, ci porta al confronto, limitare questo, equivale ad imporre un&#8217;idea senza possibilità di dialogo. Non si fa, non si deve fare.<strong> E&#8217; un modo di comunicare, fortemente legato alla radice politica italiana: insabbiare, imporre, non gestire, far finta di niente. </strong>Continuo ad avere questa fortissima sensazione, ed i fatti ne sono una prova, che Bernazzoli non è una persona limpida. Il suo modo di fare politica è molto connesso a ciò che la gente <strong>non vorrebbe</strong> e <strong>NON DOVREBBE</strong> più vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Parma, tragedia durante il terremoto</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Conti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche questa mattina la Gazzetta di Parma ci ha regalato una perla di saggezza popolare degna di nota. In terza pagina, terminati gli articoli di approfondimento sui danni provocati dal terremoto &#8211; ben 3 calcinacci e 5 tazzine di caffè rovesciate &#8211; ci propone una tragedia avvenuta in quegli istanti di terrore: Alberto Michelotti, ex arbitro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Anche questa mattina la <strong>Gazzetta di Parma</strong> ci ha regalato una perla di saggezza popolare degna di nota. In terza pagina, terminati gli articoli di approfondimento sui danni provocati dal terremoto &#8211; ben 3 calcinacci e 5 tazzine di caffè rovesciate &#8211; ci propone una tragedia avvenuta in quegli istanti di terrore: <strong>Alberto Michelotti</strong>, ex arbitro internazionale di calcio, si è tagliato mentre si stava radendo. Questa notizia mi ha lasciato sgomento, una tragedia in piena regola che deve farci riflettere sull&#8217;uso del rasoio durante i terremoti. Chi se lo sarebbe immaginato che avrebbe potuto procurare tali danni ell&#8217;epidermide? Chi avrebbe mai immaginato con quale efferatezza il rasoio si sarebbe scagliato contro il povero Alberto.<br />
Non possiamo trascurare certi aspetti, quindi attenzione, non raderti durante un terremoto!</p>
<p>NB: Si consiglia anche di non sputare contro vento e non urinare in un tornado.</p>
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		<title>SOPA è stata archiviata, però&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 20:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Conti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lamar Smith, portavoce della proposta di legge SOPA, ha comunicato di volerla ritirare sino a quando non ci sarà un&#8217;accordo più ampio sulla soluzione della privacy online. &#8220;Ho sentito il parere della critica e prendo in seria considerazione le loro preoccupazioni sulla proposta di legge per affrontare il problema della pirateria online,&#8221; Smith (R-Texas) ha detto. &#8221;E &#8216;chiaro che dobbiamo rivedere l&#8217;approccio sul modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lamar Smith, portavoce della proposta di legge SOPA, ha comunicato di volerla ritirare sino a quando non ci sarà un&#8217;accordo più ampio sulla soluzione della privacy online.</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Ho sentito il parere della critica e prendo in seria considerazione le loro preoccupazioni sulla proposta di legge per affrontare il problema della pirateria online,&#8221;</em> Smith (R-Texas) ha detto. &#8221;<em>E &#8216;chiaro che dobbiamo rivedere l&#8217;approccio sul modo migliore per affrontare il problema dei &#8220;ladri stranieri&#8221; che rubano e vendono le invenzioni americane e  i prodotti.&#8221;</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stata una giornata frenetica, ricca di eventi che devono farci riflettere.<br />
SOPA è stata archiviata e non potremo mai scoprire se le notizie relative alla giornata di sciopero di Google, Facebook e Twitter, indetta per il 23 Gennaio era realtà o bufala.<br />
Hanno arrestato Kim Schmitz, fondatore di <strong>Megaupload</strong> che rischia 50 anni di carcere, per averci regalato uno spazio per condividere file multimediali. Ridategli almeno <strong>Megavideo</strong> se no, non gli passa più!<br />
I ragazzi di<strong> <a title="Anonymous" href="http://www.lucaconti.name/riflessioni/lattaco-di-anonymous/" target="_blank">Anonymous</a> </strong> hanno dato un tangibile segno delle loro capacità, mettendo più volte KO i siti governativi USA. Tra i tanti, spicca quello dell&#8217;FBI e vederlo soccombere in questo modo, mi ha momentaneamente riportato ad uno stato di coscienza non alterata dall&#8217;impeto degli eventi, facendomi tuonare nel cervello due parole: <strong>Privacy! Sicurezza!</strong><br />
Se i siti governativi americani, sono crollati come castelli di carte sotto gli attacchi degli hacker, i nostri umili siti italiani, gestiti o creati da uno <strong>&#8220;Schettino&#8221;</strong> qualsiasi, sono dei veri e propri donatori di dati!<br />
In questo momento, sento decisamente il bisogno di leggermi un libro ascoltando il fruscio delle pagine.</p>
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		<title>l&#8217;attaco di Anonymous</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Conti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Anonymous]]></category>
		<category><![CDATA[DDoS]]></category>
		<category><![CDATA[siti governativi USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche ora si sta svolgendo una delle più imponenti azioni offensive DDoS della storia: oltre 5000 hacker, stanno effettuando attacchi contro siti governativi USA. Le operazioni, tra l&#8217;altro ancora in atto, sono da attribuirsi ad Anonymous, individui non identificati che si auto-definiscono Anonymous. Qui sotto, potete trovare la traduzione del comunicato ufficiale, nel quale il gruppo Anonymous dichiara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da qualche ora si sta svolgendo una delle più imponenti azioni offensive <strong>DDoS</strong> della storia: oltre <strong>5000 hacker,</strong> stanno effettuando attacchi contro siti governativi USA. Le operazioni, tra l&#8217;altro ancora in atto, sono da attribuirsi ad <strong>Anonymous</strong>, individui non identificati che si auto-definiscono <strong>Anonymous</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em></em>Qui sotto, potete trovare la traduzione del comunicato ufficiale, nel quale il gruppo <strong>Anonymous dichiara i propri intenti.</strong></p>
<p>Traduzione dal sito &#8216;ufficiale&#8217; di <strong>Anonymous</strong>:</p>
<p>Cittadini degli Stati Uniti d’America, siamo <strong>Anonymous</strong>.<br />
Questo è un urgente richiamo d’allerta per tutte le persone degli Stati Uniti.<br />
Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando Internet.<br />
La nostra evidente risposta è che non rimarremo seduti mentre ci vengono portati via i nostri diritti da un governo al quale affidiamo la loro stessa tutela.<br />
Questa non è una chiamata allearmi, ma un richiamo a conoscere e ad agire!<br />
Il Governo degli Stati Uniti ha superato ogni limite dandoci un falso senso di libertà.<br />
Pensiamo di essere liberi e di poter fare quello che vogliamo, ma in realtà siamo molto limitati e abbiamo un grosso numero di restrizioni per quello che possiamo fare, per quello che possiamo pensare, e anche per come veniamo educati.<br />
Siamo stati talmente distratti da questo miraggio di libertà, che siamo diventati esattamente cosa cercavamo di evitare.<br />
Per troppo tempo, siamo rimasti fermi quando i nostri fratelli e sorelle venivano arrestati.<br />
Per tutto questo tempo, il governo ha ordito intrighi, tramando modi per incrementare la censura attraverso il<strong> blocco degli ISP</strong>, il<strong> blocco dei DNS</strong>, la <strong>censura dei motori di ricerca</strong>, dei siti, e una varietà di altri metodi che direttamente si oppongono ai valori e alle idee che condividono sia <strong>Anonymous</strong>, ovviamente, che gli stessi <span style="text-decoration: underline;">padri fondatori di questo paese</span>, che credevano nella libertà di parola e di stampa.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Gli Stati Uniti sono spesso stati indicati come esempio ideale di paese libero</span>.<br />
Quando la stessa nazione che è conosciuta per la sua libertà e i suoi diritti inizia ad abusare delle sue proprie persone, allora bisogna iniziare a combattere, perché gli altri la seguiranno presto.<br />
Non pensiate che perché non siete cittadini americani, questa storia non vi riguardi.<br />
Non potete rimanere ad aspettare che la vostra nazione faccia lo stesso. Dovete fermare tutto questo prima che cresca, prima che venga riconosciuto come accettabile.<br />
Dovete distruggerlo dalle fondamente, prima che diventi troppo potente. Possibile che il governo americano non abbia imparato dal passato?<br />
Non ha visto le rivoluzioni del 2011?<br />
Non ha notato che ci siamo opposti ogni qualvolta ci siamo imbattuti in tutto ciò e che continueremo a farlo?<br />
Ovviamente il governo statunitense pensa di essere esente. Questo non è solamente un richiamo collettivo di Anonymous a darci da fare. Cosa può mai risolvere un<strong>attacco DDoS</strong>?<br />
Che cosa può essere attaccare un sito rispetto i poteri corrotti del governo? No. Questo è un <strong>richiamo per una protesta di grandezza mondiale sia su internet che nella vita reale contro il potere</strong>.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Diffondete questo messaggio ovunque</span>.<br />
Non possiamo tollerare quello che sta succedendo.<br />
Ditelo ai vostri genitori, ai vostri vicini, ai vostri colleghi di lavoro, ai vostri insegnati e a tutti coloro con i quali venite in contatto.Tutto quello che stanno facendo riguarda chiunque desideri la libertà di navigare in forma anonima, parlare liberamente senza paura di ritorsioni, o protestare senza la paura di essere arrestati.<br />
Andate su ogni <strong>rete IRC</strong>, su tutti i <strong>social network</strong>, in ogni <strong>community on-line</strong> e dite a tutti l’atrocità che sta per essere commessa. Se protestare non sarà abbastanza, gli Stati Uniti dovranno vedere che siamo davvero una legione e noi dovremo unirci come una sola forza opponendoci a questo tentativo di censurare Internet ancora una volta, e nel frattempo scoraggiare tutti gli altri governi dal tentare ancora.<br />
<em><strong>Noi siamo Anonymous. </strong></em><br />
<em><strong>Noi siamo una legione. </strong></em><br />
<em><strong>Non perdoniamo la censura.</strong> </em><br />
<em>Non dimentichiamo la negazione dei nostri diritti come esseri umani liberi</em>. Questo è per il governo degli Stati Uniti. Dovevate aspettarvi la nostra reazione.</p>
<p>La <strong>Cyber Guerra</strong> è iniziata, per avere aggiornamenti andare su Twitter, e cercare Anonymous, oppure OpMegaupLoad &#8230;</p>
<p>Ps: <span style="text-decoration: underline;"><strong>sapete come si fa un attacco DDoS?</strong></span><br />
<a title="loic" href="http://sourceforge.net/projects/loic/" rel="nofollow" target="_blank"><em>Usando questo software open source</em></a>:<br />
NB: usare questo software è <span style="text-decoration: underline;">illegale</span>, a meno che, non si navighi in forma anonima (<strong>Anonymous</strong>, appunto) in rete, usando altre semplici precauzioni, che sono facilmente reperibili nel web, ma, <span style="text-decoration: underline;">ripetiamo: sono azioni illegali</span>, punibili anche con il carcere, in alcuni paesi&#8230;<br />
Di seguito, perchè le nuove leggi <strong>Sopa</strong> e <strong>Protect-Ip</strong> (<strong>PIPA</strong>) possono distruggere internet e le sue potenzialità &#8211; in inglese -</p>
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		<title>da indegni a necessari il passo è breve</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Conti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa, mi stavo confrontando con alcuni colleghi, su alcuni aspetti legati al Digital PR. Sempre più agenzie operanti nel settore del <strong>&#8220;PR classico&#8221;</strong>, quello offline per intenderci, stanno man mano approdando sul web, utilizzando metodi e voci, non sempre comprensibili a questo mondo.<br />
La crisi dell&#8217;editoria, immagino sia stata un ottimo innesco per un cambiamento di rotta, resta comunque sbagliato <em>(a mio avviso)</em> l&#8217;approccio utilizzato per inserirsi in un mondo che è diametralmente opposto al loro.<br />
Trasportare pari pari, l&#8217;atteggiamento, la voce ed il concept classico al digital è come parlare polacco ad un nigeriano sperando in una risposta.<br />
I problemi per queste new entry non sono finiti; trovata la voce da utilizzare, devono ricostruire contatti con una nuova tipologia di influencer per divulgare i loro comunicati, in un territorio che potrebbe essere ostile.<br />
Facciamo qualche passo indietro e posizioniamoci nel periodo successivo alla transizione da <strong>web soprammobile</strong> a <strong>web di informazione&#8230;<br />
</strong>Quelle agenzie, che per anni, hanno snobbato i blogger, oggi li vogliono a tutti i costi, quelli che per anni li hanno definiti indegni di essere inseriti in un <strong>piano di comunicazione</strong>, ora li considerano al pari della gemma più preziosa. Ed ora, chi snobberà chi? Sono curioso.<br />
<strong><br />
</strong></p>
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