Fake o non fake questo è il problema

Qualche giorno fa, mentre testavo i nuovi aggiornamenti su Linkedin, mi sono imbattuto in un’interessante area di discussione, dove esperti di social marketing e non, si ponevano un quesito assolutamente interessante: “Cosa ne pensate del social marketing  utilizzando i fake? Non è come prendere in giro il consumatore?”

Le posizioni prese dalle parti all’interno della discussione erano decisamente prevedibili: da un lato i sostenitori degli old media, adirati nei confronti di questa pratica; dall’altra i sostenitori dei new media, abituati all’uso ed alla presenza dei fake all’interno dei social network.

Partendo dal presupposto che stiamo parlando di marketing non convenzionale, prima di giudicare comportamenti e metodi di comunicazione in logica 2.0, penso sia necessario resettare momentaneamente i nostri schemi mentali legati alle teorie classiche per comprendere a pieno un mondo che vive di logiche proprie.

Cerchiamo di fare chiarezza. I fake, altro non sono che un profilo di una persona “inesistente”, studiato per ottenere consensi da un target affine alla nostra “creatura”. Come normalmente avviene per i messaggi trasmessi dai media tradizionali, anche questi,  sono filtrati dal ricevente, che decodifica il messaggio in funzione di aspetti culturali ed esperienze pregresse maturate nella vita,  fornendo di volta in volta la giusta rappresentazione a quello che gli viene proposto.

E logico che in un contesto così vasto ed eterogeneo come internet, anche la gestione e l’utilizzo dei Fake avviene in modo totalmente differente tra i vari professionisti del settore. Non voglio entrare nel merito di quale sia la corretta gestione dei finti profili, vorrei solo sottolineare che il “pubblico” è estremamente attento ai messaggi che riceve, ed sicuramente in grado di valutare di volta in volta come e se credere all’interlocutore, decidendo se dedicargli o meno tempo prezioso.

Il rischio più grande è di parlare da soli!

A presto Luca

Luca Conti

Imprenditore, digital media strategist, creativo, sportivo, sognatore. Lavora da diversi anni in RedHot Crew, dove gestisce la Killbit, un’agenzia che si occupa di comunicazione digitale, comprensione del social e della rete. Autore del libro "Traguardi. Cambia vita con sport e social"

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