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È giusto fare programmi per il benessere sul posto di lavoro?

Secondo alcuni studi svolti negli Stati Uniti, gli investimenti aziendali rivolti al benessere psicofisico del lavoratore, garantirebbero una maggiore efficacia operativa e un miglioramento in termini di resa qualitativa. 
Nulla di strano ma sareste disposti a condividere con il vostro datore di lavoro quello che mangiate, bevete, fumate oppure quante ore di esercizio fisico fate a settimana? Sareste disposti a cambiare il vostro stile di vita?
A queste domande, in via del tutto sperimentale, coadiuvati dal supporto di alcuni docenti dell’Università del Minnesota, stanno cercando di dare una risposta alla CSV Pharmacy tramite un programma di wellness work therapy, sottoponendo i loro dipendenti a programmi di alimentazione personalizzata e motivational training rivolti ad ottenere obiettivi fitness personali.

Se questo caso è ancora in fase sperimentale esistono altri 36 studi che hanno esaminato i programmi di benessere aziendale dal 2010 ad oggi, stabilendo che esiste un’efficacia produttiva ed economica direttamente proporzionale al benessere psico fisico del lavoratore. I ricercatori hanno calcolato che i datori di lavoro hanno guadagnato 6 $ per ogni $ speso: 3,27 dollari salvati in spese mediche e ulteriori 2,73 dollari guadagnati grazie ad un ridotto assenteismo.

Tornando al nostro Paese, penso che i segnali della necessità di un cambiamento radicale, sia in termini di approccio lavorativo che di forma psico fisica, siano più che evidenti. Una riqualificazione ambientale e sociologica del mondo del lavoro è prima di tutto una forma di rieducazione al vivere sano, all’apprendimento della corretta alimentazione e al corretto approccio mentale verso le questioni che ogni giorno dobbiamo affrontare.
Non è un metodo ma una necessità.

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  1. le faremo sapere

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