dissidenti, antisociali, social qualcosa

Mentre vagavo per la rete in cerca di ispirazione mi sono imbattuto in uno stravagante blog composto da dissidenti / antisociali social qualcosa. La loro attività, oltre a scrivere “vagonate” di libri sui social network, si traduce nel denigrare qualsiasi azione classica di social marketing o digitalPR. Non sono riuscito a capire sino in fondo se il dissenso era principalmente legato al profitto derivante dalla vendita dei preziosissimi tomi del sapere universale, al voler essere contro per attirare l’attenzione o più semplicemente, non hanno la minima idea di quello che stanno scrivendo.
Tra i tanti aspetti, uno in particolare ha destato la mia attenzione: Pinterest non dovrebbe essere sfruttato dalle aziende e comunque queste non dovrebbero postare i loro prodotti.
Interessante valutazione. Non so per quale ragione, un essere umano dotato di intelletto che si definisce professionista in ambito social, possa diffondere un affermazione del genere.
Con quale criterio (e con questo allargo il cerchio) si può giudicare un’azione strategica? Quali parametri questo “genio” ha utilizzato per valutare il feedback che un’azienda ha ottenuto o potrebbe ottenere da un’azione all’interno di un social network?
Esprimere giudizi senza parametri certi di valutazione è una “moda” che, prima o poi, dovrà sparire, lasciando spazio ad un po’ di sana logica.
Gli strumenti di analisi sono l’unico elemento certo che determinerà l’efficacia della nostra strategia, quindi non lasciatevi scoraggiare da qualche “rosicone”.

Luca Conti

Imprenditore, digital media strategist, creativo, sportivo, sognatore. Lavora da diversi anni in RedHot Crew, dove gestisce la Killbit, un’agenzia che si occupa di comunicazione digitale, comprensione del social e della rete. Autore del libro "Traguardi. Cambia vita con sport e social"

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