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Cibus la risposta alla risposta

Sto uscendo dal seminato e soprattutto penso di sbagliare concime. Attenzione sto facendo outing e per chi mi conosce sa che non è una cosa da poco.
Nelle precedenti puntate, ho parlato di Cibus e di come (a mio avviso) la strategia di marketing utilizzata fosse stata poco efficace ed avesse colpito un target decisamente misero; oggi forse dopo aver scoperto un nuovo “amico”, ho deciso di analizzare con meno pressapochismo la presenza ed il buzz di Cibus nei social network.

Partiamo dalle basi… attraverso uno strumento raggiungibile a questo indirizzo: http://howlonghaveyoubeentweeting.com/ verifichiamo da quanto tempo l’account di twitter  @i_Cibus è presente all’interno dell’omonimo social network:
3 months, 5 days, 16 hours, 3 minutes, 50 seconds
Feb. 26, 2010

Perfetto. Intanto che siamo nelle spese, valutiamo alcuni fattori incrementali di twitter a questo indirizzo: http://twittercounter.com/compare/I_Cibus/all/mixed

Iniziamo già ad avere un piccola base che ci permette di valutare importanti aspetti nella divulgazione dei contenuti.  Dal 26 Febbraio 2010 l’account di twitter viene seguito da 109 individui (http://twitter.com/I_Cibus/followers), di cui 20 circa sono i nostri account, 30 circa sono account fake per di più senza follower e senza aver mai fatto nemmeno un tweet, 12 /13 tra web designer e social media marketer di altre zone, qualche azienda italiana e qualche azienda straniera.
Nei 228 tweet postati, non è stato utilizzato nemmeno una volta un hashtag, nemmeno per sbaglio! Tradotto per i meno esperti, non hanno segnalato nessuna parola chiave all’interno dei loro tweet.
C’è bisogno di aggiungere altro? Penso che i dati si commentino da soli.
Capisco l’utilità di targettizzare i  follower, ma così facendo, qualunque sia stato l’investimento, avrebbe avuto più senso lasciare ai partecipanti una cartolina con ” i Love Cibus”

Passiamo ora ad analizzare l’account di Facebook con 627 fan… l’aspetto che più lascia perplesso è la mancanza di assegnazione del nome alla fanpage.  Immagino anche qui si tratti di una scelta di marketing di cui non conosco le ragioni, ma sicuramente un motivo ci sarà per non voler far comparire la fanpage in modo corretto nei motori di ricerca!

Di corsa mi lancio su http://socialmention.com/search/?t=all&q=i_cibus&btnG=Search per valutare l’impatto nei social network e nei motori di ricerca… No, non è un errore di visualizzazione i dati sono quelli! Passiamo oltre!

Spostiamoci su questo sito: http://www.howsociable.com/Cibus e guardiamo nel dettaglio la presenza nei social… aprendo le mention una ad una ed eliminando gli articoli ed il materiale caricato dal gruppo GoSocial… cosa ci resta?

Potrei continuare ore a fare analisi e segnalazioni, ma alla fine non cambierebbe nulla, perchè qualcuno riuscirebbe ancora a definirmi pressapochista e supponente, perchè ci sarebbe sicuramente qualcuno in grado di affermare che tutto ciò è stato fatto in funzione di uno studio ben preciso (che ha portato ad un altrettanto preciso risultato), che il disegno di marketing è molto più ampio di quello che si pensi e che esistono ancora gli pterodattili…

Sono finiti i tempi in cui si andava dai clienti con quintali di carta ripieni di paroloni incomprensibili e numeri ricavati da formule empiriche! Quello che si fa con e per il social marketing è visibile a tutti! Non si può mentire. Non si possono camuffare i dati! Gli strumenti per valutare l’efficacia, la presenza, insomma i numeri principali, sono a disposizione di tutti.

A prescindere dalla polemica nata con Cibus, sarebbe interessante capire qualche Machiavellico di segno di marketing si celasse dietro questo tentativo di buzz, misto a social, condito da una punta di seo.  L’idea che mi sono fatto in questi giorni, riguardando i dati è quella di un cavallo di razza (Cibus) tenuto a correre in un cortile di 2 mq.

Forse sono io a non capire oppure non vedere qualcosa che, magari nascosto bene esiste!
Attendo ansioso… ma anche no!

PS: Alessandro, questa volta non c’è nessuna trappola seo 🙂

2 Responses
  • Bia_Hvid
    June 8, 2010

    Sono capitata qui incuriosita perché ho seguito – soprattutto via twitter – il percorso che avete fatto e quindi devo ammettere di essere d'accordo con le considerazioni in merito alla misurabilità dell'efficacia delle azioni. Mi sfugge però l'analisi sulla potenzialità, perché mi sembra un discorso valido ma che perde un po' il tempo che trova, è infatti abbastanza chiaro che usare gli strumenti a disposizione nel mondo sbagliato non dia risultati, e che ci sia un settore lavorativo italiano che non ha ancora uno standard/metodo di riferimento (o meglio i riferimenti ci sono peccato che in molti non li conoscano). Poi magari ho inteso io male il taglio del post 😉

  • Luca Conti
    June 9, 2010

    Ciao Bia,
    chiedo scusa per il ritardo nella risposta, ma qualche vicessitudine ha impedito il regolare funzionamento degli strumenti di lavoro…
    Per quanto riguarda il post devo ammettere che in amniera un po' frettolosa ho voluto rispondere ad alcune affermazioni di un'azienda che a mio avviso è alle prime armi con il social marketing e deve ancora capire determinati meccanismi…
    La diatriba è nata inizialmente dai numeri… Questi sostenevano di aver raggiunto chissà quanti utenti… io gli ho mostrato la realtà dei fatti…
    Sul discorso potenzialità effettivamente andrebbe analizzato con estrema cura il target, individuando gli strumenti più adatti, ecc…ma in questo caso stiamo parlando di numeri talmente esigui da far decadere qualunque ragionamento atto al raggiungimento di un obiettivo. 😉

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