Cibus 2010 è tempo di bilanci

Si è conclusa da qualche giorno la 15° edizione di Cibus, il Salone Internazionale dell’Alimentazione e nella mia testa friggono decine di interrogativi su una serie di scelte da parte dello staff organizzativo.

Allacciandomi all’articolo di Rudy Bandiera comparso oggi su Netpropaganda vorrei porre l’accento su alcune questioni che hanno un po’ sporcato un Cibus da record.

La questione che più mi lascia perplesso è relativa al tanto atteso buzz marketing fieristico.
Dati alla mano possiamo affermare che la “rete” e le aziende , senza l’intervento di GoSocial , non avrebbero avuto la possibilità di “vivere la fiera” e valutare le reali  potenzialità del social marketing. E’ indubbio (basta fare qualche ricerca su google, facebook, twitter) che il gruppo formato da Luca Conti, Claudio Gagliardini, Rudy Bandiera e Daniele Giudici ha relegato in secondo piano il canale ufficiale fieristico, mostrando alle aziende fatti concreti. I numeri non mentono.

Se GoSocial non avesse preso parte a Cibus, numerose aziende non avrebbero potuto capire la differenza tra FARE social marketing e FARE presenza.

Lo ripeterò sino alla nausea:  aprire la Fanpage di facebook o l’account di twitter non vuol dire fare social marketing!

Penso sia importante, ora che il social marketing sta raggiungendo la giusta maturazione anche in Italia, fare interventi qualitativi, piuttosto che approcciarsi in modo timido al settore, generando solo confusione.

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