Aruba, se si chiama così ci sarà un motivo.

Qualche giorno fa un cliente “cattivo pagatore”, decide di trasferire il dominio su altro server, nella speranza di continuare a mantenere online il sito, nonostante non avesse provveduto ad elargire il dovuto. Mi accorgo del fatto grazie ad una mail di Aruba, in cui mi spedisce il codice di autorizzazione da comunicare al cliente. Apro un ticket e cerco di spiegare la situazione paradossale, ma in barba a tutte le norme sulla privacy, Aruba comunica il code al cliente, spostando anche tutte i file della directory, sul nuovo pannello di controllo. Oltre la beffa il danno: chi ha provveduto materialmente a sistemare il sito nel suo nuovo alloggio, si è anche impadronito dei dati di accesso al pannello mysql nel quale erano presenti db, collegati a siti di altri clienti, che – porca miseria – sono stati danneggiati dall’incuria di questo maldestro presunto/tecnico.
Ora, incazzato come un’ape, sto provvedendo a pezzare i danni causati da Aruba e dal genio criminale che si è fatto carico di seguire il mio ex cliente in questa azione scellerata.
Persone / aziende serie, esistono ancora oppure è solo utopia?
Continuiamo così! Ormai lavoro per pagare lo stipendio al mio avvocato!

Potrebbe interessarti anche questo:

  1. Internet, proprietà intellettuale ed altri rischi

Luca Conti

Imprenditore, digital media strategist, creativo, sportivo, sognatore. Lavora da diversi anni in RedHot Crew, dove gestisce la Killbit, un’agenzia che si occupa di comunicazione digitale, comprensione del social e della rete. Autore del libro "Traguardi. Cambia vita con sport e social"

There are 3 Comments

  • Merlinox says:

    Chi era l’admin-c del dominio? .it o altra estensione?

    ps: metti la sottoscrizione dei commenti!!!

  • sTen says:

    porca miseria .. 😐

  • Luca Conti says:

    @ Merlinox: sottoscrizione attivata 😉
    L’admin ero io ed il dominio era .net

  • Leave a Reply

    Your email address will not be published. Required fields are marked *